Scopri tutto sulla traduzione giurata università: come iscriversi e ottenere il riconoscimento titoli. Servizi professionali a Roma.
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Richiedi Preventivo GratuitoLa traduzione giurata ricongiungimento familiare è la traduzione in italiano, con valore legale, dei documenti esteri che provano il legame di parentela (atti di nascita, matrimonio, stato di famiglia) e che servono per ottenere il nulla osta e il visto per ricongiungimento familiare. In Italia la traduzione acquista valore legale con l’asseverazione, cioè il giuramento del traduttore davanti a un funzionario del Tribunale, del Giudice di Pace o a un notaio. In alternativa è valida la traduzione certificata conforme dal consolato italiano nel Paese d’origine. In questa guida vediamo quali documenti tradurre, in che ordine fare apostille e traduzione, come funziona l’asseverazione al Tribunale di Roma e quali errori fanno rifiutare la pratica.
Il ricongiungimento familiare, regolato dall’art. 29 del D.Lgs. 286/1998 (Testo Unico Immigrazione), permette al cittadino straniero regolarmente soggiornante in Italia di far entrare i propri familiari. La procedura ha due fasi. Prima si chiede il nulla osta allo Sportello Unico per l’Immigrazione (SUI) della Prefettura. Poi il familiare chiede il visto all’ambasciata o al consolato italiano nel suo Paese. In entrambe le fasi il legame di parentela si dimostra con documenti rilasciati da autorità estere, che devono essere accompagnati da una traduzione in italiano con valore legale.
L’art. 33 del DPR 445/2000 stabilisce che gli atti formati da autorità estere e destinati a valere in Italia devono avere una traduzione in italiano certificata conforme dalla rappresentanza diplomatica o consolare, oppure da un traduttore ufficiale. In pratica, in Italia la traduzione fatta da un traduttore ufficiale è la traduzione giurata, detta anche asseverata.
💡 Traduzione giurata, asseverata, certificata: che differenza c’è?
“Giurata” e “asseverata” indicano la stessa cosa: il traduttore giura in Tribunale, davanti al Giudice di Pace o a un notaio, di aver tradotto fedelmente il documento. Una traduzione semplice, senza giuramento, non ha valore legale e non viene accettata per il ricongiungimento. Approfondisci nella nostra guida sulla differenza tra traduzione giurata, asseverata e certificata.
I documenti che di solito richiedono la traduzione per il ricongiungimento familiare sono quelli che provano il vincolo familiare:
L’elenco esatto lo decide l’ufficio che esamina la pratica e cambia da Paese a Paese. Per questo va sempre controllata la lista documenti pubblicata dall’ambasciata o dal consolato italiano competente.
💡 Quando la traduzione può non servire
Gli estratti plurilingue di stato civile rilasciati dai Paesi aderenti alla Convenzione di Vienna dell’8 settembre 1976 sono esenti da traduzione e legalizzazione. Per i documenti pubblici rilasciati da Stati membri dell’UE, il Regolamento (UE) 2016/1191 elimina l’apostille e prevede moduli standard multilingue che possono evitare la traduzione. Prima di far tradurre, verifica se il tuo documento rientra in questi casi.
Un errore molto comune è pensare che l’apostille si metta sulla traduzione. Non è così: l’apostille, o la legalizzazione, si applica al documento originale estero, presso l’autorità del Paese che l’ha rilasciato. Il documento va tradotto solo dopo, compresa l’apostille.
Le indicazioni ufficiali per ogni Paese sono sulla pagina del Ministero degli Esteri dedicata alla traduzione e legalizzazione dei documenti e sui siti delle singole ambasciate.
Se la traduzione viene fatta in Italia, la procedura al Tribunale di Roma è questa:
✅ Gli appuntamenti si esauriscono
Gli slot per l’asseverazione a Roma sono limitati. Se la data per il SUI o per il consolato è già fissata, organizza traduzione e giuramento con qualche settimana di margine.
Una traduzione asseverata in Italia e presentata a un’autorità italiana (SUI o consolato italiano) di norma non richiede la legalizzazione della firma in Procura, che serve per l’uso all’estero. Se però l’ufficio che riceve la pratica la chiede espressamente, va fatta.
Ci sono due strade valide, entrambe previste dall’art. 33 del DPR 445/2000:
La scelta dipende da dove va presentato il documento. Se va consegnato al consolato per il visto, verifica prima sul sito dell’ambasciata se accetta una traduzione giurata fatta in Italia o se impone la propria lista di traduttori.
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Sì, i documenti esteri che provano la parentela devono essere accompagnati da una traduzione in italiano con valore legale. Può essere una traduzione giurata (asseverata) fatta in Italia oppure una traduzione certificata conforme dal consolato italiano nel Paese d’origine, come previsto dall’art. 33 del DPR 445/2000.
Di norma l’atto di matrimonio per il coniuge, l’atto di nascita per figli e genitori e, in alcuni casi, sentenze di divorzio, affidamento o adozione e il consenso dell’altro genitore all’espatrio del minore. L’elenco preciso è indicato dal consolato italiano competente.
Prima. L’apostille, o la legalizzazione, si applica al documento originale nel Paese che l’ha rilasciato. La traduzione si fa dopo e deve comprendere anche il testo dell’apostille.
Presso l’Ufficio Asseveramento Perizie e Traduzioni del Tribunale di Roma, solo su appuntamento prenotato online tramite il sistema FALLCOWEB. Il traduttore giura davanti al funzionario e firma il verbale, che viene rilegato insieme al documento e alla traduzione.
Di norma no: la legalizzazione in Procura della firma sulla traduzione asseverata serve quando il documento va usato all’estero. Per pratiche presentate a uffici italiani, compresi i consolati, va fatta solo se l’ufficio la chiede espressamente.
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