Comunicare diversamente

“Comunicazione alternativa aumentativa” un’invenzione rivoluzionaria, che trova le sue origini negli anni ’50, messa in atto dalle famiglie con persone disabili. Sono molte le persone che hanno difficoltà di linguaggio, di modulazione di voce o problemi celebrali che impediscono l’uso della parola. Ma ogni persona esistente ha un suo mondo interiore che deve essere donato al mondo esterno per crescere, confrontarsi, sentirsi parte integrante della società. I bambini che non comunicano hanno disabilità che li fanno rifugiare nel proprio mondo chiuso e difficilmente accessibile agli altri.

Alcuni bambini e adulti che non possono parlare attraverso i canali comunicativi convenzionali, trovano il modo di esprimersi attraverso questa comunicazione particolare ancora poco conosciuta. Ogni bambino ha un proprio mondo dove vive solamente lui e dove ha assolutamente bisogno di qualcuno che entri per capirlo e per farlo entrare nel nostro. La “comunicazione alternativa aumentativa” può essere una porta, un ponte per collegare i due mondi: il mondo del silenzio rumoroso e il mondo delle parole. Intesa come un insieme di strategie, strumenti e tecniche che aumentano la possibilità di esprimersi;  la “comunicazione alternativa aumentativa” è  formata da una tabella classificata in “nomi”, “aggettivi”, “verbi”, tutti raffigurati da un’immagine che il bambino o l’adulto può toccare per far capire quello che vuole affermare. Ogni tabella è ricca di immagini di uso quotidiano che può aiutare ad aprirsi anche con gli estranei. Difatti è difficoltoso, comprendere persone con difficoltà di linguaggio se non si ha confidenza con esse e se non si sa a cosa corrisponde un determinato suono. Le immagini costituiscono una vera e propria traduzione.  A volte queste tabelle non vengono accettate perché evidenziano maggiormente il loro problema o semplicemente perché non attirano la loro attenzione; spesso perché viene considerato scomodo maneggiare molti fogli diversi per trovare il vocabolo giusto.

Con le nuove tecnologie, specie grazie all’uso di Tablet e Ipad, invece il tutto può risulare più semplice e veloce e può essere impostato come un gioco: il bambino è stimolato a creare parole con curiosità e creatività e impara a migliorare così le sue interazioni con il mondo. Grazie a diverse applicazioni oltre a far vedere solo le immagini, il bambino può unire più disegni così da formare delle frasi e può anche ascoltare il suono delle parole e fare una richiesta tramite la sintesi vocale del software senza essere costretto a far vedere le immagini al suo interlocutore. E’ un passo di indipendenza e sicurezza importante sia all’interno delle scuole, che nella cerchia di amici, ma anche per qualsiasi necessità con estranei. Può considerarsi una traduzione tra due modi di esprimersi differenti.

Bisogna comunque ricordare che la maggior parte dei bambini fatica ad accettare queste tecnologie, vengono attratti da esse, ma allo stesso tempo possono vederle come qualcosa di pericoloso e tendono così ad allontanarle. Sta alla bravura dell’adulto trovare un modo per presentargli il tutto, facendogli capire l’utilità del Tablet per comunicare. Il mondo dei bambini che non riesce a comunicare, compreso quello dei ragazzi autistici è molto vasto e presenta tanti caratteri diversi, che solo una persona attenta riesce a percepire e a trovare la chiave per entrare nel loro mondo. I gesti, le espressioni potrebbero essere interpretate male e solo con gli strumenti adatti, con la sensibilità giusta si può effettuare un’efficace traduzione dei loro pensieri.