La scrittura nasce circa 8000 anni fa , per mezzo di una grande civiltà, quella dei Sumeri. La lingua nasce poco prime ed essa è stata fondamentale per l’evoluzione della specie umana. Dopo i Sumeri troviamo grandi popoli come quello egizio, quello greco e per finire quello romano. In quel tempo, non tutti potevano permettersi di studiare e quindi di scrivere, per questo la percentuale di analfabeti era molto alta. Allora, come abbiamo potuto conoscere la loro cultura? Tramite gli scribi, ovvero le persone più istruite, le quali avevano il compito di ricopiare i testi o scrivere lettere per le persone piu importanti come il re o l’imperatore. Essi possono essere considerati i corrispondenti dei traduttori di oggi. Dopo le invasioni barbariche e dopo la caduta dell’impero romano d’occidente, troviamo San Benedetto da Norcia che, con i suoi monaci benedettini, permise di far arrivare fino a noi tanti testi del periodo classico. Queste persone erano chiamate amanuensi e avevano il compito di tradurre i testi dal greco al latino per donarli ai posteri. Durante il periodo rinascimentale (nel ‘500) ci furono cambiamenti socio-economici e socio-culturali derivati da vari fattori che permisero uno studio più approfondito sulle lingue e automaticamente sulla traduzione. Il fattore principale fu la scoperta dell’America dove i popoli europei, per comunicare tra loro sullo ripartimento del territorio, dovettero usufruire del patrimonio linguistico di alcune persone chiamate “traditore” ( dal latino “traditor” ovvero il maestro che trasmette le scritture). Inoltre, con la riforma protestante di Martin Lutero, vennero tradotti i testi sacri dal latino al volgare. Dopo la contro-riforma dei cattolici affrontiamo il secolo dei lumi, caratterizzato da un movimento culturale: l’illuminismo. Questo movimento metteva al primo posto la ragione dell’uomo, cosi nasce la prima enciclopedia tradotta in moltissime lingue. Inoltre la scoperta la stele di Rosetta – un documento dell’antico Egitto – tradotta da Jean-Francois Champollion, conclude la presenza della traduzione in questo ricco secolo. Infine il ventesimo secolo fu caratterizzato dal progresso tecnologico. Tra i tanti campi che beneficiarono di tale progresso quello informatico fu senz’altro quello che influenzò più direttamente il mondo della traduzione. Il computer s’impose fin dalla sua nascita come il principale strumento di lavoro del traduttore. Negli anni successivi la digitalizzazione, le banche dati e soprattutto internet consentirono l’accesso immediato a nuove risorse terminologiche, le quali, unite allo sviluppo di software di traduzione assistita, rivoluzionarono completamente la professione del traduttore. Lo sviluppo della tecnologia ha permesso all’uomo di conoscere cose che non ha mai visto nella storia, ma essa lo ha fatto dimenticare di ciò che ha visto.

 

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